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Gli stati interiori nella conduzione dei gruppi | 2

giugno 11, 2017 · Posted in Articoli · Commenti disabilitati su Gli stati interiori nella conduzione dei gruppi | 2 

La prospettiva ‘Integrale’ di Ken Wilber

Accenneremo brevemente, in questo articolo, a quella parte del Modello Integrale di Ken Wilber denominato AQAL (abbreviazione di: all quadrants, all levels, all lines, all types, all states) e ben rappresentato dalla sua celebre matrice INTERNO-ESTERNO | INDIVIDUALE-COLLETTIVO.

  • Interna|Individuale:  Io (I) . E’ la dimensione invisibile della soggettività: percezioni, sensazioni, emozioni, pensieri, bisogni, desideri, motivazioni, ispirazioni, intuizioni. E’ il livello micro della mia realtà.Secondo Ken Wilber, la realtà – in ogni sua forma e manifestazione – è tetraemergente ovvero emerge simultaneamente su quattro dimensioni:
  • Esterna|Individuale: Questo  (IT) . E’ la dimensione visibile e oggettiva della realtà, a partire dal corpo fisico individuale a tutto ciò che è altro da me, come il contesto fisico in cui mi muovo. E’ il livello meso della mia realtà.
  • Interna|Collettiva: Noi (WE). E’ la dimensione “inter-soggettiva”, etnocentrica, culturale, sistemica. E’ il livello macro della mia realtà.
  • Esterna|Collettiva: Questi (ITS). E’ la dimensione “inter-oggettiva” che include i macro sistemi e le loro relazioni. E’ l’interdipendenza tra macro-sistemi sociali, economici e politici. E’ il livello mundo  della mia realtà.

Anche se tendenzialmente e fisiologicamente la nostra attenzione mi muove a partire da uno di questi quadranti, la sfida è quella di ampliare la nostra consapevolezza per includere simultaneamente i quattro quadranti. Acquisiamo un’efficacia diversa quando – nel gestire un gruppo – portiamo attenzione ai quattro quadranti simultaneamente.

Posso così mantenere uno stato di osservazione non giudicante rispetto ai miei stati interiori; al contempo, sono consapevole del mio corpo fisico e del mio comportamento; supero l’idea della separazione e sperimento il significato profondo dell’essere un Noi anche includendo le divergenze di opinione (essere un Noi non significa essere d’accordo, ma accogliere con uguale rispetto l’opinione degli altri); sono consapevole delle connessioni con il tutto, con i molteplici sistemi con cui proprio in questo istante sono in contatto, incluso l’ecosistema, ma non solo.

Ad esempio,  chi sta fisicamente scrivendo questo testo al computer usa un dispositivo elettronico costruito in Cina, progettato in California, che usa energie elettrica prodotta in Francia, mentre indossa pantaloni e camicia di un cotone che viene dall’India, confezionati in un paese dell’Europa dell’est…. E così via.   Quando posso portare consapevolezza ai 4 quadranti,  mi si apre una maggiore visione della realtà circostante, includo elementi che sono sempre stati parte della realtà, possiamo dire che quando diveniamo consapevoli cominciamo ad inserire nella nostra percezione un serio di informazioni per noi nuove.

Questo ampliamento di informazioni attraverso la consapevolezza permette  un’espansione della coscienza che spesso ha le caratteristiche di un “risveglio”, di un momento di connessione alla coscienza unitiva (olistica tutto è correlato ad un Tutto più grande). Talvolta, nella conduzione di un gruppo, le situazioni emergenti ci portano a dare prevalenza a uno dei quadranti a scapito degli altri. In un momento di difficoltà, ad esempio, il facilitatore potrebbe essere “risucchiato” nel primo quadrante, in ciò che accade dentro di sé, nelle sensazioni di disagio o nella propria narrazione interna.

Quando il primo quadrante prevale nella sua connotazione disfunzionale,  sperimentiamo un loop (ciclo continuo senza via d’uscita), una chiusura che ci disconnette dagli altri e dal mondo circostante. Le caratteristiche di questo corto circuito che coinvolge la sequenza “Percezione-Narrazione interiore-Emozione-Reazione” verrà approfondito successivamente. Tuttavia, una modalità efficace per uscire dal loop è proprio quella di accorgersi di essere nel loop e aprirsi al mondo: uscire dai contenuti mentali per percepire – in una modalità non giudicante – la realtà circostante così come emerge intorno a noi.

Possiamo lasciare che lo sguardo accarezzi la realtà intorno a noi, senza che si posi in maniera specifica su un oggetto in particolare (guardo alla stanza nel suo insiema osservando una sedia, una luce, una finestra, un mobile, le persone…) senza preferenze. Questo spostamento di attenzione da “dentro” a “fuori” mi permette di risvegliare l’attenzione prima sopita nei pensieri. Potrei accorgermi del fatto che la mia postura cambia, il mio sguardo è più alto, riprendo a respirare con maggiore profondità accorgendomi di essere stato quasi in apnea.

A quel punto posso focalizzare sulla dimensione dell’empatia, entrando in connessione con il gruppo e accorgendomi di aver vissuto un sentimento di separazione. Ciò mi permette di riconnettermi anche con quel proposito che ha permesso al gruppo di incontrarsi per motivazioni profonde e misteriose, che sta a noi scoprire. Una cosa è certo: qualsiasi incontro può essere trasformativo e generativo. Sta a noi scoprirne le modalità.

di Lorenzo Campese e Marco Marson


La “theory U” di Otto Scharmer

gennaio 29, 2016 · Posted in Recensioni · Comment 

Otto Scharmer è un coraggioso e innovativo esperto di apprendimento organizzativo che dona al mondo delle organizzazioni (e non solo) questo testo, a mio avviso, quasi rivoluzionario. Il “quasi” lo si deve al fatto che le teorie che Scharmer coraggiosamente e magistralmente propone e sistematizza non sono del tutto innovative, in quanto già presenti nell’ambito delle discipline di crescita personale e transpersonale. Tuttavia, a Scharmer va dato il grande merito di darne visibilità al mondo aziendale, sistematizzando saperi di varia provenienza. Si riconoscono personali elaborazioni e riferimenti al Modello Integrale di Ken Wilber, al grande teorico della mediazione Galtung oltre che ai grandi dell’apprendimento organizzativo. A breve, seguirà un articolo di approfondimento sugli elementi essenziali della Theory U.

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