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Introduzione alle Costellazioni Sistemiche

dicembre 18, 2016 · Posted in Articoli · Commenti disabilitati su Introduzione alle Costellazioni Sistemiche 

Le Costellazioni Sistemiche sono una rappresentazione tridimensionale di un sistema, mediante una metodologia scenica e rappresentativa. Tale modalità permette  di approfondire, comprendere e risolvere le dinamiche nascoste, caratteristiche di un dato sistema (familiare, organizzativo, relazionale, valoriale, evolutivo, ecc).

Nelle costellazioni, il sistema oggetto di analisi viene rappresentato attraverso persone (o elementi simbolici) che vengono scelti dal cliente per rappresentare gli elementi del sistema stesso. Nel caso di una costellazione familiare, ad esempio, il cliente sceglierà tra le persone presenti nel gruppo alcuni rappresentanti che “impersonificheranno” i ruoli del sistema su cui si sta lavorando (padre, madre, figli, nonni, ecc.). I rappresentanti verranno disposti dal cliente nello spazio a disposizione, secondo il proprio sentire. Come accade in un sociogramma, la disposizione spaziale e prossemica dei rappresentanti permetterà già in sé di far emergere significati impliciti preziosi che nel corso della costellazione verranno sviluppati, ripresi e osservati. Ma non è tutto. Come vedremo successivamente, entrano in gioco anche altre forze – non visibili – che permettono una lettura approfondita delle dinamiche del sistema.

Tutto può essere considerato un sistema. I sistemi sono il palcoscenico delle nostre vite: la famiglia, nelle sue molteplici sfaccettature, i sistemi scolastici, l’organizzazione (di qualsiasi tipo essa sia), i gruppi amicali, ludici, sportivi, ma non solo. Anche un sogno è un sistema, composto da diversi elementi interconnessi;  un progetto è un sistema composto da obiettivi, risorse, vincoli, stakeholders;  anche un problema è un sistema, composto da uno stato desiderato, uno stato attuale, uno o più ostacoli, delle risorse, un vantaggio nascosto. Tutto ciò che rileviamo fuori e dentro di noi (inclusi gli stati di coscienza) può essere rappresentato come un sistema e, pertanto, può essere “costellato”, ovvero può divenire oggetto di una costellazione finalizzata alla soluzione di qualche problematica come anche al raggiungimento di una nuova conoscenza del tema rappresentato. Ecco la prima caratteristica fondamentale delle costellazioni: l’estrema potenza e versatilità. Gli ambiti di applicazione sono praticamente illimitati e vanno dal livello micro (la dimensione individuale e interiore), a livello meso (il contesto comportamentale relazionale più ristretto), a livello macro (i sistemi allargati di cui siamo parte), a livello mundo (i sistemi sociali, l’eco-sistema). Le costellazioni possono essere impiegate in ognuno di questi livelli, permettendoci di acquisire nuove comprensioni e di elaborare nuove teorie sulle regole che governano la realtà di cui siamo parte.

 

 Cos’è un sistema?

Un sistema è un insieme di elementi, un “tutto integrato”, in cui le singole parti sono interdipendenti e in cui parti proprietà essenziali di ciascuna parte derivano dalle relazioni con le altre parti.

Un sistema è caratterizzato dai seguenti elementi:

‣ Confine permeabile: unisce gli elementi e identifica chi appartiene e chi no

‣ Struttura: definisce i comportamenti degli/tra gli elementi e la funzionalità del sistema nel suo complesso

‣ Elementi: parti interdipendenti che appartengono al sistema e che mediante le loro interazioni lo rendono funzionale

‣ Il vuoto: lo spazio in cui le relazioni e gli scambi tra gli elementi avvengono

‣ Le relazioni: la qualità dell’interdipendenza tra gli elementi e verso gli altri sistemi

‣ Le forze essenziali: Autonomia/Condivisione, Competizione/Cooperazione, differenziazione/integrazione

‣ Auto-poiesi: forza auto-organizzante al fine di perpetuare la sopravvivenza e l’identità del sistema.

Mutuando i principi derivati dallo studio dei sistemi biologici ai sistemi sociali, possiamo evidenziare anche altri aspetti caratteristici dei sistemi:

1. Omeostasi: i sistemi aperti hanno la caratteristica di mantenere un continuo scambio con l’ambiente; tale permeabilità rispetto all’esterno è fondamentale alla vita. Se il sistema non disponesse di un efficace sistema di autoregolazione che ne garantisca la sopravvivenza e il mantenimento della propria identità di base, lo scambio con l’esterno sarebbe vissuto come dannoso e minacciante. Il concetto di omeostasi si riferisce alla capacità di autoregolazione, mediante feedback, al fine di mantenersi in uno stato determinato e relativamente costante.

2. La varietà necessaria: tale principio afferma che il sistema deve interiorizzare un livello di varietà sufficiente; in tal modo, sarà in grado di gestire con successo le sfide che provengono dall’ambiente. Maggiore la diversità interna e maggiora la capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni esterne. L’organizzazione, nell’affrontare situazioni nuove e discontinue rispetto al passato, cerca dapprima al proprio interno le risorse che le potrebbero permettere una trasformazione funzionale all’adattamento.

3. Evoluzione: la capacità di un sistema di evolversi ovvero la capacità di passare da forme più semplici a forme via via più complesse e differenziate, attraverso un processo ciclico di variazione, selezione, integrazione e mantenimento delle caratteristiche selezionate.

Ciò che però caratterizza la metodologia delle Costellazioni Sistemiche e che tanto affascina chiunque si avvicini a questa metodologia è una particolare qualità che si sviluppa spontaneamente nei rappresentanti di una costellazione. Una qualità che chiameremo Percezione Rappresentativa e che è  la capacità di qualsiasi individuo di connettersi a una conoscenza implicita – individuale e collettiva – caratteristica del campo rappresentato. Pare che – attraverso le costellazioni – si attivi un campo di coscienza (knowing field) che il biologo inglese Rupert Shaldrake ha denominato “campo morfogenetico”.

Continua nel prossimo articolo “La mente estesa”

 

 

Continuità Generazionale e PMI

luglio 6, 2016 · Posted in Articoli · Comment 

Le dinamiche delle aziende familiari e il passaggio generazionale

Le aziende familiari sono ambiti di grande interesse e notevole complessità, per le dinamiche sistemiche che li caratterizzano. Nell’interazione di diversi sistemi e livelli si gioca il primato delle relazioni e delle componenti umane sui tecnicismi e sulla burocrazia, spesso predominanti nelle aziende manageriali.

Uno dei problemi più frequenti e diffusi nelle aziende familiari è la confusione e commistione tra diversi piani sistemici che s’incontrano all’interno dei confini aziendali. Essi sono:

– Il sistema familiare

– Il sistema della proprietà

– Il sistema della leadership

– Il sistema dell’organizzazione

Quasi inevitabilmente, in un’azienda familiare, questi piani tendono a confondersi, generando spesso caos e tensione interna. Ad esempio, ciò accade quando decisioni di rilevanza strategica, come quelle orientate allo sviluppo aziendale, all’assunzione di personale o all’assetto organizzativo vengono prese sulla base di motivazioni o bisogni che risiedono nel contesto familiare. Questo meccanismo, quando accade, genera frustrazione nelle persone e inefficacia sul piano organizzativo. L’obiettivo è ricreare il giusto ordine tra i vari piani, in modo da generare consapevolezza rispetto alle diverse dimensioni presenti, ognuna delle quali ha sue specificità, valori, obiettivi e bisogni. E’ necessario far percepire ai clienti le interferenze e le contaminazioni che ognuno dei livelli provoca sugli altri e aprire un processo dialogico costante tra le varie istanze in gioco.

Il consulente sistemico, di fronte a un’azienda in questa situazione, potrebbe accompagnare il cliente a riconoscere tali istanze e le diversità che caratterizzano ciascun livello. Tale esercitazione risulta particolarmente utile qualora la medesima persona occupi più livelli contemporaneamente, come accade spesso nelle aziende familiari. Ad esempio, è capitato che una persona che ricopriva tutti i livelli summenzionati (quello familiare, essendo uno dei figli del fondatore; quello della proprietà, essendo socio; quello di leader, essendo responsabile di una funzione strategica dell’impresa), nella sua posizione di azionista, affermasse: “in qualità di socio, probabilmente ‘manderei a casa’ il responsabile di questa funzione [riferendosi a se stesso] perché non sta svolgendo adeguatamente la propria mansione” .

Il passaggio generazionale è uno degli spauracchi di tutte le aziende familiari, causa del ‘decesso’ del 76% delle imprese, secondo dati della SDA Bocconi. Se poi si considera che la percentuale sale al 86% nel secondo passaggio, ci si rende conto di quanto questo avvenimento sia delicato ed importante nella vita di un’impresa. Il punto centrale di questo passaggio così critico è innanzitutto di tipo sistemico–relazionale, più ancora che organizzativo. Il nodo della questione è prevalentemente nel rapporto genitore–figlio. Quando la loro relazione è serena, il passaggio avviene prima di tutto nel “cuore” degli interessati. In questo caso il figlio subentra al padre con un proprio “sogno” imprenditoriale coerente e armonico con quello del fondatore, anche se ricco di sue peculiarità che garantiranno futuro e innovazione. Se la relazione tra i due è chiara e fondata sui principi di rispetto e gratitudine, il successore raccoglierà in breve tempo anche la fiducia e la stima della “vecchia guardia” dell’azienda, permettendo così la continuità generazionale.

 

Talvolta accade che i figli entrino in azienda non per una reale vocazione, ma per ragioni che spesso sono legate alla soddisfazione di altri bisogni personali impliciti, quale ad esempio quello di ricevere riconoscimento da parte del proprio genitore, di non deludere un’aspettativa o un’esplicita richiesta del genitore stesso o ancora di trovare una propria dimensione socio-economica in assenza del riconoscimento di una vera spinta vocazionale. Talvolta, i figli non osano sottrarsi all’invito del genitore a far parte dell’azienda. Ma dire “SI” alle richieste implicite o esplicite del genitore, corrisponde in alcuni casi a dire “NO” a sé stessi e alla propria legittima spinta vocazionale, che probabilmente li porterebbe altrove. Nella maggioranza di questi casi la delusione è cocente.

 

Per questa ragione, il passaggio fondamentale in un percorso di accompagnamento alla continuità generazionale prevede un lavoro di coaching sitemico-relazionale orientato a: 1) facilitare la relazione tra le due generazioni in modo che ritrovi fluidità e autenticità: uno spazio sicuro in cui condividere aspirazioni, vocazioni, desideri al di fuori da finzioni che, pur in buona fede, si rivelano presto dannose per tutto il sistema; 2) identificare la spinta vocazionale dei successori e rafforzare le loro risorse interiori in termini di capacità di visione, leadership, competenze sociali e relazionali nonché competenze verticali; 3) rafforzare la capacità di delega del fondatore affinché permetta una crescente presa di responsabilità dei successori. Spesso si tratta di un’operazione non semplice; in alcuni casi, il genitore tende a rimanere ancorato a una visione infantile dei propri figli che non gli consente di sperimentare la fiducia sufficiente a rinunciare al proprio controllo. In tali casi, è utile creare dei contesti protetti in cui sperimentarsi, che chiamiamo “trust box”; essi sono ambiti delimitati di fiducia, in cui dare ampio mandato alla nuova generazione, fermo restando il punto di verifica al termine del compito.

Nell’esplorazione delle dinamiche del passaggio generazionale, lo strumento delle Costellazioni Sistemiche si è dimostrato di fenomenale efficacia, offrendo in tempi rapidi chiavi di lettura innovative e soluzioni concrete per ri-stabilire una relazione genitore-figlio all’insegna dell’amore e del rispetto e parallelamente ripristinare una relazione gerarchica orientata al rispetto dei ruoli e del peso sistemico di ciascuno. Oltre a ciò, le Costellazioni Sistemiche applicate all’organizzazione permettono di rappresentare tridimensionalmente il sistema azienda e di osservare le dinamiche interne funzionali agli obiettivi aziendali e alla creazione di un contesto armonico ed efficace.

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